Uscita didattica presso l’associazione “Il Mandorlo”.

Class. III A e III B - Scuola Secondaria di primo grado - Plesso di Francavilla Marittima.

Uscita didattica presso l’Associazione “Il Mandorlo”: un viaggio nella rinascita.
Una mattinata di ascolto, confronto e consapevolezza, è quella che hanno vissuto i ragazzi e le ragazze delle classi 3A e 3B dell’I.C. Francavilla M./Cerchiara, accompagnate dalle Prof.sse Rosanna Falabella, Filomena Lautieri, Debora Di Gesù e Sonia Spagnuolo, durante l’uscita didattica presso l’Associazione “Il Mandorlo”, presente sul territorio di Lauropoli. La struttura accoglie e accompagna persone con dipendenze da gioco d’azzardo, da sostanze stupefacenti e altre forme di fragilità. Ad accogliere la scolaresca c’erano le educatrice Giuseppina, Anna e Oliva insieme ad alcuni ospiti in percorso. Con loro si è aperto un dibattito sulla prevenzione e sulla salute. Al centro del confronto, le fragilità silenziose che spingono uomini e donne dentro il tunnel della dipendenza: solitudine, vuoto affettivo, traumi non elaborati, noia, l’illusione di una via di fuga rapida. La dipendenza non nasce in un giorno, ma quando smettiamo di ascoltare il dolore e iniziamo a coprirlo. Prevenire vuol dire insegnare a dare un nome a quel dolore, prima che diventi una gabbia”, ha spiegato Giuseppina durante l’incontro. Ha affermato che la riabilitazione inizia da gesti semplici, come quello del prendersi cura di se stessi. Ogni ospite si occupa in prima persona della pulizia degli spazi, della cucina, dell’orto e degli animali. Si pratica meditazione, poiché l’obiettivo è riabituarsi al ritmo del quotidiano, alla responsabilità, alla fatica buona. È una rinascita interiore che passa dalle mani prima che dalla testa: rifare il letto, zappare la terra, preparare un pasto per gli altri sono atti terapeutici.
Accompagnati da *Giuseppina, i ragazzi di 3A e 3B hanno visitato la struttura in ogni suo ambiente: la palestra, usata anche come sala convegni per incontri e testimonianze; l’aula lezioni, dove si svolgono percorsi formativi e di gruppo; i dormitori, essenziali e ordinati; la lavanderia, la dispensa e la cucina, cuore pulsante della casa; il laboratorio per le attività manuali e gli uffici dell’équipe. Ogni spazio racconta un pezzo del percorso: autonomia, regole condivise, dignità ritrovata.
A metà mattinata, l’Associazione ha offerto agli studenti un piccolo rinfresco e dei gadget realizzati nei laboratori interni.
A conclusione dell’incontro, alcuni ospiti hanno scelto di raccontarsi parlando di come è iniziata la dipendenza, delle bugie, dei debiti, della vergogna, dei rapporti distrutti. E poi della richiesta d’aiuto, della caduta e della risalita. Storie diverse, ma con un filo comune: la dipendenza non fa sconti a nessuno, non guarda età, titolo di studio o famiglia d’origine. Le loro parole sono arrivate come esempio e monito. Un promemoria forte: il libero arbitrio esiste, ma va allenato. E quando si conosce il bene, scegliere il male ha un prezzo altissimo, che paghi tu e chi ti sta accanto. Da questa giornata i ragazzi e le ragazze, hanno portano a casa un pensiero fatto di meno pregiudizi e più domande e hanno capito che la prevenzione siamo anche noi, con le scelte di ogni giorno e con il coraggio di chiedere aiuto quando serve.
Ringraziamo l’Associazione “Il Mandorlo”, tutti e tutte le educatrici che hanno realizzato le attività relative al progetto “La salute non è un gioco”, in modo particolare Giuseppina Anna Oliva e tutti gli ospiti per aver reso possibile questa esperienza di crescita.