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I rifiuti diventano arte: da Picasso a Schult

Viaggio nella storia dell'arte attraverso la riutilizzazione dei rifiuti: dai grandi artisti come Picasso e Schult al riciclo creativo degli alunni applicato durante la didattica a distanza.

ARTE 

Pubblicato il 6 GENNAIO 2021, alle ore 21:30

Come sosteneva l’artista americano Andy Warhol, esponente della Pop Art, “gli scarti sono probabilmente brutte cose, ma se riesci a lavorarci e a renderli interessanti c’è molto meno spreco”. Ed è proprio abbracciando questa teoria che gli alunni della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” di Francavilla / Cerchiara con sede distaccata di San Lorenzo Bellizzi, guidato dalla dirigente scolastica Maria Carmela Rugiano, hanno percepito negli oggetti inutili un deposito di grande valore creativo, etico e ambientale.

Il ritorno della didattica a distanza ha favorito la riscoperta dei materiali abbandonati in fondo ai cassetti, quali cucchiai di legno, ritagli di stoffa, avanzi di lana e nastrini che recuperati e manipolati si sono trasformati in bambole, befane e fate. Un modo per avvicinarsi al mondo dell’arte e per interpretare la condizione dell’uomo contemporaneo sopraffatto dalla corsa agli acquisti, dall’accumulo dei beni materiali e schiacciato dai suoi stessi rifiuti.

In questo contesto, l’installazione “Trash Man” dell’artista tedesco Ha Schult è diventata lo specchio della società attuale, con la realizzazione di gigantesche figure di uomini spazzatura situate nei luoghi mondiali più strategici, dalla Grande Muraglia Cinese alle Piramidi di Egitto, sino alla piazza del Popolo a Roma.

Una sperimentazione sugli scarti iniziata già con l’artista spagnolo Pablo Picasso e con l’artista francese Georges Braque, propensi ad inserire dei fogli di giornale nei loro famosi collage, ovvero i papiers collè cubisti. Operazione di riuso diventata una costante negli ironici oggetti pronti all’uso, ovvero nei ready mades dadaisti dell’artista francese Marcel Duchamp. Come emblematica è diventata la “Venere degli stracci” dell’artista biellese Michelangelo Pistoletto, esponente dell’Arte Povera, dove la bellezza immortale della divinità è accostata ai cumuli di spazzatura.

Ma l’attività della riutilizzazione dei materiali risale alla costruzione dei tepees degli indiani d’America rivestiti con la pelle dei bisonti e al rinomato Colosseo, originariamente Anfiteatro Flavio, depredato degli scudi, dei fregi dorati, delle statue, dei perni in ferro e dei blocchi di travertino reimpiegati nella costruzione della basilica di San Pietro, di palazzo Barberini e del porto di Ripetta di Roma.

 Rossana Lucente

 

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Arte e femminicidio, da Artemisia a Frida: riflessioni degli studenti dell’Istituto Comprensivo di Francavilla

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Elaborati e riflessioni degli alunni dell'Istituto Comprensivo "Alvaro" di Francavilla/Cerchiara, con annesso plesso di San Lorenzo Bellizzi.

SCUOLA E ISTRUZIONE 

Pubblicato il 24 NOVEMBRE 2020, alle ore 21:43

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In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” del 25 novembre 2020, gli alunni della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Alvaro” di Francavilla/Cerchiara con annesso il plesso di San Lorenzo Bellizzi, guidato dalla dirigente scolastica Maria Carmela Rugiano, hanno prodotto elaborati impregnati di simbologia femminile che rimandano al dramma antico e contemporaneo delle donne violentate e uccise, dalle panchine rosse alle scarpe rosse che in tempi Pre-Covid hanno allestito le varie piazze del mondo.

Accanto alla produzione grafico-cromatica, esibita durante la didattica a distanza, è scaturita una riflessione sulle pittrici che hanno interpretato la spietatezza umana da spettatrici o da protagoniste, artiste che hanno segnato le diverse epoche da Artemisia Gentileschi (1593 – 1653) a Frida Kahlo (1907 – 1954).

Con l’opera “Per qualche colpo di pugnale” del 1935, la pittrice messicana Frida Kahlo, ha rappresentato un episodio di cronaca nera realmente accaduto, quello di un sanguinoso crimine che vede un marito geloso e morboso massacrare la moglie durante il sonno. Il colore rosso delle macchie di sangue imbrattano le candide lenzuola e la stanza da letto coniugale, alludendo anche alle coltellate fisiche e interiori della stessa Kahlo, disabile e legata da un amore malsano al pittore Diego Rivera.

Mentre con l’opera “Susanna e i Vecchioni” del 1610, la pittrice romana Artemisia Gentileschi, evoca l’episodio biblico dove la casta Susanna è ricattata sessualmente da due anziani signori, quasi una metafora del destino stesso della Gentileschi, figlia d’arte e allieva di Agostino Tassi che abuserà di lei nella intimità della sua casa.

Dopo averla stuprata, il Tassi già coniugato, la ingannerà con la promessa di un matrimonio riparatore per salvare il suo onore perduto, promessa ingannevole che sfocerà in una denuncia penale. Nel corso del pruriginoso processo, la giovane donna sarà sottoposta alla famigerata tortura della sibilla, con lo sciagurato rischio di perdere i pollici delle mani, stritolati durante il supplizio.

Ma nonostante i sospetti, le visite ginecologiche, le umiliazioni e i sonetti diffamatori scritti per screditare la fanciulla, Agostino Tassi verrà finalmente condannato e Artemisia Gentileschi, lontana dai pregiudizi sociali, potrà dedicarsi alla sua carriera di pittrice caravaggesca. Due esempi di donne fragili e forti, ferite e coraggiose che esaltano il ruolo della donna nella vita e nel mondo dell’arte.

 Rossana Lucente

 

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"Gli amanti" di Magritte, un dipinto profetico

I volti nascosti dai veli del pittore surrealista Magritte diventano fonte d'ispirazione per gli alunni con le mascherine, privati di ogni contatto amichevole e affettivo a causa della pandemia da Covid-19.

ARTE 

Pubblicato il 13 NOVEMBRE 2020, alle ore 10:34

È considerato un dipinto contemporaneo quello dei conturbanti “Amanti” del pittore belga Renè Francoise Ghislain Magritte, diventato ormai una fonte d’ispirazione per gli alunni della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Alvaro” di Francavilla / Cerchiara (con sede distaccata di San Lorenzo Bellizzi), di cui è a capo la dirigente scolastica Maria Carmela Rugiano.

Un quadro profetico, letto ai tempi del Covid, dove l’amore sembra impossibile e il bacio diventa inaccessibile a causa delle distanze fisiche da mantenere per contrastare il contagio del virus, un virus che priva le persone di ogni contatto caloroso e profondamente umano. Un’opera surrealista realizzata nel 1928, ma oggi vera più che mai nell’attesa delusa di un bacio che rimane in sospeso, dalle espressioni facciali occultate dai veli bianchi quasi a preannunciare le attuali mascherine che nascondono ogni piccola emozione.

Un’opera d’arte che racchiude una tragedia familiare: la madre del pittore, Régina Bertinchamps, morta suicida e ritrovata nel fiume Sambre con il volto coperto dalla camicia da notte, il simbolico volto celato che tormenterà sempre Magritte sino a diventare una costante nella sua produzione artistica.

Produzione artistica influenzata anche dai manichini metafisici di Giorgio De Chirico, in particolare quelli che rappresentano “Ettore e Andromaca”, dipinti nel 1917 e custoditi nella Galleria d’Arte Moderna di Roma, mentre de “Gli Amanti” di Magritte esistono due versioni: una viene conservata alla National Gallery of Australia, mentre l’altra viene esposta al Museum of Modern Art di New York.

Soggetti che vengono graficamente e pittoricamente rielaborati e interpretati dagli alunni delle classi terze dei diversi plessi, impegnati nella didattica a distanza a causa della zona rossa che circoscrive la regione Calabria, e costretti a non coltivare relazioni amichevoli e affettive proprio come “Gli Amanti” di Magritte, condannati all’isolamento e alla solitudine, destinando ogni forma di amore all’eterno e devastante oblio.

 Rossana Lucente

 

 

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                                                                                                      "Gli amanti" di Magritte

Francavilla Marittima onora i caduti in guerra nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Si è svolta la celebrazione del 4 Novembre davanti al monumento dedicato ai caduti per ricordare i soldati morti e dispersi durante il primo e il secondo conflitto mondiale.

di Rossana Lucente

CRONACA 

Pubblicato il 6 NOVEMBRE 2020, alle ore 17:49

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Non una festa solenne ma una commemorazione austera ed essenziale per la “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate” che si è svolta il 4 novembre davanti al monumento dedicato ai caduti, posto nella villa comunale al centro di Fancavilla Marittima, dove sorge la chiesa della Madonna degli Infermi in attesa di ristrutturazione e ancora chiusa al culto.

Purtroppo, a causa dei rigidi protocolli imposti dalla pandemia a Covid-19, è venuta a mancare la presenza entusiasta degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Alvaro”, intrisa di bandierine tricolori, canti e e poesie, così come si è sentita la nostalgia per le emozionanti musiche dell’associazione bandistica “G. Verdi”, dalle note del “Silenzio Militare Italiano” di Nino Rossi al brano “Fratelli d’Italia – Inno” di Goffredo Mameli. Ma, soprattutto, non si è potuto rispondere all’appello dei caduti con quell’atteso “presente” sottolineato da un coro di voci tremanti e rotte dal pianto. Lontani anche i tempi quando i reduci di guerra, orgogliosi delle loro medaglie, testimoniavano la loro esperienza di combattenti, prigionieri e sopravvissuti alla barbarie bellica, veri e propri libri viventi, depositari di storia, di memoria e messaggeri di pace per le generazioni future.

Generazioni a cui gli adulti, privi di coscienza, stanno consegnando un mondo flagellato da scontri violenti sia per motivi economici che per motivi religiosi, dalla Birmania al Burkina Faso, dalla Libia al Pakistan, dalla Repubblica Centrafricana al Sudan del Sud, dal Venezuela allo Yemen, dall’Iraq alla Nigeria.

Alla “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, istituita nel 1919 per ricordare la vittoria italiana nel primo conflitto mondiale e celebrata in tutta Italia il 4 novembre, data dell’armistizio di Villa Giusti e della resa dell’impero austro – ungarico, hanno presenziato il sindaco Franco Bettarini, il vicesindaco Vincenzo Rago, l’assessore Vittoria Guarino, il consigliere Michele Apolito, il parroco don Pietro Lo Caso, e la rappresentanza della polizia municipale.

L’Istituto Comprensivo "Alvaro" di Francavilla Marittima sul set del docu-film "Lagaria tra storia e leggenda"

La Scuola Secondaria di I grado di Francavilla Marittima ha partecipato alle riprese del docu-film "Lagaria tra storia e leggenda" in uno dei siti calabresi più interessanti della Magna Grecia: il Parco Archeologico Timpone Motta e Macchiabate.

 di Rossana Lucente

SCUOLA E ISTRUZIONE 

Pubblicato il 5 NOVEMBRE 2020, alle ore 11:29

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È stata scelta la classe 3A della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Alvaro” di Francavilla Marittima, guidato dalla dirigente scolastica Maria Carmela Rugiano, per partecipare alle riprese del docu-film “Lagaria tra storia e leggenda”, girato lo scorso 27 ottobre al Parco Archeologico Timpone Motta – Macchiabate, uno dei siti calabresi più interessanti della Magna Grecia. Il sito è indagato da anni da diverse missioni archeologiche internazionali, le quali hanno rilevato le fondazioni di un santaurio greco dedicato alla dea Atena sull’acropoli del Timpone Motta, le tracce di un villaggio sui Pianori e le tombe indigene nella necropoli di Macchiabate, tra cui il cenotafio di Epeo artefice del cavallo di Troia e fondatore dell’abitato enotrio di Lagaria. Il relativo docu-film è stato ideato dall’Associazione Itineraria Bruttii nell’area di un progetto di valorizzazione del Parco archeo-didattico di “Athena e di Epeo da Lagaria”, in sinergia con Invitalia ed il MIBACT. Le scene che hanno visto protagonisti gli alunni sono state quelle del “laboratorio di scavo simulato” e quella della “bottega di falegnameria”, coadiuvate dalla presenza di un fantasma di nome Kala, con riferimento alla scritta greca del vaso ritrovato in una sepoltura della necropoli di Macchiabate, e del personaggio Epeo, noto per essere stato il costruttore del cavallo di Troia, di cui si conserva una riproduzione colossale sul Timpone Motta. La particolare giornata è terminata con la partecipazione di tutti gli studenti al “percorso avventura” provvisto di giochi didattici e caratterizzato dal tiro con l’arco al bersaglio antropomorfo, posto nello spazio antistante l’Antiquarium caratterizzato da mostre tematiche. La presenza degli allievi sul set “Lagaria tra storia e leggenda” si è rivelata un’importante opportunità per approfondire la conoscenza del patrimonio culturale di uno dei parchi archeologici più apprezzati dell’Alto Jonio Cosentino ricadente nel Parco Nazionale del Pollino.

Nel rispetto delle norme anti-covid attualmente vigenti, le scene al chiuso sono state rigorosamente evitate preferendo le scene all’aperto, dove gli studenti hanno mantenuto la distanza di sicurezza, dopo aver misurato la temperatura, indossato la mascherina e igienizzato le mani.

 

 

Francavilla Marittima. "Lagaria tra storia e leggenda"

Gli alunni della classe 3 A della Scuola Secondaria di I^ di Francavilla Marittima hanno partecipato alle riprese del docu-film "Lagaria tra storia e leggenda", girato il 27 ottobre al Parco Archeologico Timpone Motta - Macchiabate. Il docu-film è stato programmato dall'Associazione Itineraria Bruttii nell’ambito di un progetto di valorizzazione del Parco archeo - didattico di Athena e di Epeo da Lagaria in collaborazione con Invitalia ed il MIBACT. Durante le riprese alcuni alunni sono stati impegnati nella scena del laboratorio di scavo simulato alla presenza di un fantasma di nome Kala, ovvero bella, con riferimento alla scritta greca del vaso ritrovato in una sepoltura della necropoli di Macchiabate. Mentre altri alunni, vestiti con costumi greci, sono stati impegnati nella scena della bottega del personaggio Epeo, noto per essere stato il costruttore del cavallo di Troia, di cui si conserva una riproduzione colossale sul Timpone Motta. Infine tutti gli allievi hanno affrontato la scena del percorso avventura dotato di giochi didattici e culminante nel tiro con l'arco al bersaglio antropomorfo. L'entusiasmante partecipazione degli alunni alle riprese del docu-film è stata una valida occasione per rafforzare la conoscenza del patrimonio artistico, storico e culturale del territorio ricadente nel Parco Nazionale del Pollino, collaborando attivamente alla promozione di un sito archeologico conosciuto a livello internazionale.  Le scene svolte rigorosamente all'aperto, sono state attuate rispettando tutte le norme anti-covid in vigore, dall'uso della mascherina al gel igienizzante per le mani, dalla misurazione della temperatura al distanziamento sociale. 

Rossana Lucente 

1. Cavallo 2020 10 27 2. Scavi 2020 10 27 3. Uccello 2020 10 27

 

4. Prof.2020 10 27 at 17.47.37 5. Ragazza arco 2020 10 27 6. Ragazza arco 2 2020 10 27 

7. scena in costume 2020 10 27 8. combattimento 2020 10 27 9. scavi        2020 10 27

10. Sito cavallo   2020 10 27

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AVVISO

ORARIO RICEVIMENTO PUBBLICO
A.S. 2020/2021

A PARTIRE DAL 1 OTTOBRE 2020

 

 GLI UFFICI DI SEGRETERIA SONO APERTI AL PUBBLICO
TASSATIVAMENTE

DAL LUNEDI’ AL SABATO DALLE ORE 11:00 ALLE ORE 13:00

 

 IL DIRIGENTE SCOLASTICO RICEVE

DA LUNEDI’ A VENERDI’ DALLE ORE 10.30 ALLE ORE 12.00

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Alto Jonio | Il cavallo di Troia ispira gli alunni

Dettagli

Scritto da Rossana Lucente

Categoria: Notizie

 Pubblicato: 29 Giugno 2020

 Visite: 128

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di Rossana Lucente

L’anno scolastico è terminato. La didattica a distanza imposta dalla pandemia mondiale ha vietato le lezioni del secondo quadrimestre, i viaggi d'istruzione dell’ultimo anno, il pranzo dei cento giorni, gli abbracci calorosi e gli occhi lucidi per un percorso finito fatto di luoghi del sapere ed esperienze di vita.

Emozioni filtrate dallo schermo freddo di un computer, strumento imprescindibile di un’era contemporanea priva di batticuori, di pacche sulle spalle, di complicità pre-adolescenziale, dispetti ancora infantili e risate cristalline. Tutto è rimasto in sospeso per chi ritornerà a settembre ammesso alla classe successiva, e tutto è finito per sempre per chi imboccherà il consequenziale percorso delle scuole superiori. Alunni nascosti dentro una macchina informatica come gli achei nascosti dentro una macchina da guerra e pronti ad uscire per conquistare la loro scuola, come i soldati greci pronti a conquistare la città di Troia.

 

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E proprio la leggenda del cavallo di legno, raccontata da Omero e da Virgilio, è diventata fonte di ispirazione per gli alunni della Scuola secondaria di Primo grado dell’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” di Francavilla Marittima/Cerchiara di Calabria, i quali hanno riprodotto la figura del quadrupede con materiale riciclato, riutilizzando creativamente elementi naturali ed elementi industriali, dalla corteccia degli alberi ai compact disc.

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L’esame di terza media in videoconferenza

Dettagli

Scritto da Rossana Lucente

Categoria: Notizie

 Pubblicato: 04 Giugno 2020

 Visite: 385

 

Ecco le scelte nell’Alto Jonio

 

 

 

 

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di Rossana Lucente

La produzione di un’elaborato interdisciplinare da discutere in videoconferenza sarà l’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione, come stabilito dall’ultima ordinanza del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Gli alunni delle classi terze della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” di Francavilla/Cerchiara (con sede distaccata a San Lorenzo Bellizzi) e dell’Istituto comprensivo “Giovanni Pascoli” di Villapiana (con sede distaccata a Plataci) si preparano così a realizzare un percorso tematico scritto con illustrazione di mappe, presentazione multimediale, rappresentazione artistica o strumentale (nella foto in apertura un albero fatato ispirato al mondo surreale di Dalì).

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Bozzetto di moda ispirato ai dipinti di Klimt

Gli argomenti scelti vertono su materie classiche, ma anche di attualità come il Coronavirus, la salvaguardia dell’ambiente, la drammaticità delle guerre nel mondo, le dipendenze e le piaghe sociali, i disturbi alimentari, l’integrazione tra le diverse culture e religioni, le discipline sportive, il campo della moda e il mondo magico di Harry Potter.

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Riproduzione particolari della Guernica di Picasso

In sede di scrutinio finale il Consiglio di classe valuterà il rendimento degli alunni nel percorso scolastico dell’anno in corso e del triennio e sulla base dell’attività scolastica svolta in presenza e a distanza, con una valutazione finale che oscillerà da un minimo di sei decimi al voto massimo di 10 decimi accompagnato dalla lode.

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A scuola di… “Pop art”

Dettagli

Scritto da Rossana Lucente

Categoria: Notizie

 Pubblicato: 13 Maggio 2020

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di Rossana Lucente

Il fascino intramontabile della star cinematografica Marylin Monroe viene interpretato dagli alunni della scuola secondaria di Primo grado dell’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” Francavilla Marittima/Cerchiara di Calabria.

Smorzando i colori sgargianti dei volti serigrafici e “pop” di Andy Warhol, nei fotomontaggi scolastici emergono i toni in bianco e nero, passando dalla dimensione di una icona di massa ad una dimensione più umana e femminile. Della diva hollywoodiana non colpisce soltanto il suo talento e il suo successo, ma soprattutto il suo tormento interiore, nascosto dietro una bellezza svampita, caratterizzata dal biondo platino, eyeliner nero e rossetto rosso.

 Una storia apparentemente luminosa, fatta di riflettori, palcoscenico e applausi, ma ombrosa e tragica dietro le quinte, fatta di abbandoni infantili, amori fallimentari e fragilità psicologica. Perché se il personaggio pubblico di Marylin Monroe continua a sopravvivere nella memoria collettiva, la Norma Jeane Mortenson Baker venne stroncata da un’overdose di barbiturici nel 1962.

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